Storie ordinarie dei campioni che saranno.
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Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Appuntamento al campo come al solito prestino con il torpedone che parte per Roma carico di giovani leoni e genitori tuttofare.
Ci accolgono le fantastiche statue dello stadio dei marmi sotto un un cielo scuro che promette male.
Accompagno i ragazzini nei cunicoli sotto gli splenditi spalti ,raccolgo le indicazioni dei zelanti amici della rugby Lazio.
Un rapido sguardo all'olimpico che ci sovrasta silenzioso e sbirciando il programma mi rendo conto che per il torneo abbiamo beccato le 2 piu' toste Frascati e L'aquila: meglio cosi, un altro piccolo passo verso la consacrazione al dio del Rugby.
Uscendo all'aperto mi rendo conto che le promesse di pioggia sono evaporate con un caldo sole che riscalda gli animi...
Assorto su come accontentare le aspirazione dei miei giovani leoni mi rendo conto all'improvviso che d'incanto mi trovo alla fossa dei leoni di Frascati 27 anni fa... sto rincoglionendo! Comunque la voce di mio figlio Lorenzo mi riscuote:” babbo, ci hanno chiamato per giocare con la Lazio…”.
La partita finisce con una caterva di mete a una per i miei cuccioli che escono chiaramente raggianti per il risultato. Lorenzo ne ha segnate 3 e gongola come Canale dopo Italia Scozia.
Continuo ad avere problemi di concentrazione … le mamme mi parlano ma io con la testa sono a quel pomeriggio di tanti anni fa, indosso la maglia numero 7 e il mio babbo da fuori mi invita a non mollare… siamo sotto di tanto a zero e mi viene da piangere… il Cus Roma ci ha sempre sopraffatto e per di più siamo in campo siamo entrati in uno in meno e due che giocano da una settimana…
Faccio uno sforzo per tornare con la testa allo stadio dei Marmi … I miei ragazzini terribili stanno per giocare contro il Frascati. Li abbiamo già incontrati, sono bravi, hanno un allenatore in gamba, sono tantissimi ma soprattutto hanno un’apertura che ha talento…. 11 anni ma gioca come un veterano, probabilmente tra 10 anni lo vedro’ in azzurro.
Perdiamo malamente e i miei bambini hanno il magone. Mi rabbuio e se ne accorgono: sanno che non si sono impegnati … non ci hanno messo niente… sono crollati. Non dico loro assolutamente nulla, sono bimbi e non si puo’ infierire sulla loro delusione. Suscitano la mia tenerezza e li consolo… ma cio’ non basta, mi conoscono bene e sanno che non approvo la loro indisciplina in campo…
Pausa pranzo. I ragazzini mangiano la pasta al sugo, sono allegri, ridono e si fanno i dispetti velenosi come solo loro sanno fare. Fortunatamente hanno gia`dimenticato la tensione tra noi dopo la cocente sconfitta con i castellani.
... vedo la palla staccarsi dal piede di Spalletta volare alta nella polvere del campo frascatano… accidenti questo ci sa fare con I piedi come con le gambe e i placcaggi… ma stavolta ci provo…
Eccola e tra le mie mani… finto un’apertura a sinistra e corro sulla chiusa… apro un placcaggio e mi ritrovo una prateria davanti… sono nei loro 22 …le gambe mi bruciano ho il fiato corto … 10 metri dalla meta …cerco un sostegno e mi trovo disperatamente solo … il tempo di volgere lo sguardo alla meta e trovo un muro: Spaletta si e’ fatto 50 metri a perdifiato per evitarmi l’unica meta di quella partita…Finisce 70 a zero tra le mie lacrime e l’abbraccio di mio padre … che mi dice bravo… e io penso:” bravo de che?... Bravo di non essere riuscito a segnare la meta della bandiera?...”
…Non grazie… se non le dispiace non vorrei arbitrare la mia squadra contro l’Aquila, preferirei osservarla da fuori.
Arriva Matteo, il capitano:” Raffaele ho parlato con la squadra e mi sento di prometterti che faremo di tutto per vincere la partita…” Sorrido e lo tranquilizzo spiegandogli che mi basta vederli divertirsi e impegnarsi con la disciplina…
Matteo ha talento, conosce a memoria tutte le partite di Wilko e gioca a 10. Non salta un allenamento e vive con una palla da rugby… lo adoro perche’… perche’ sono io a 11 anni…
Il primo tempo ci massacrano… Stefano, l’altro allenatore, cerca di svegliarli … ma sono inebetidi. Gli abbruzzesi sono tosti e grossi ma soprattutto incredibilmente in gamba per la loro eta’.
Comincia il secondo tempo e …assisto ad un miracolo che il rugby mi ha regalato sistematicamente negli anni importanti… Francesco, 11 anni, vicecapitano, trascina la squadra in una difesa fantastica…guardo I loro occhi e li vedo trasformare … sono concetratissimi, gli aquilani faticano a superare la linea del vantaggio. Simone, un mese di rugby, esegue un placcaggio frontale che mi fa sobbalzare. Comincia a cadere qualche pallone ai nero Verdi… ed e’ proprio dal nostro piu’ abile placcatore (un altro Lorenzo, 5 mesi di rugby…) che salva una meta fatta, si sviluppa l’azione piu’ importante: “Patata” (Massimiliano) attraversa il campo trascinandosi attaccati al groppone due ragazzini pari eta’ che tentano di fermarlo in tutti i modi.
Il biondo dotato di un grande fisico, prima di crollare trasmette l’ovale a Francesco che con una penetrazione degna del miglior Castrogiovanni schiaccia in meta con un nugolo di bimbi sopra e sotto di lui…
Sono convinto che a volte nei campi da rugby avvenga davvero qualcosa di magico… il tempo si dilata a dismisura e il mio cuore comincia a tremare per l’emozione…
L’arbitro avvicina il fischietto alla bocca e dopo il primo fischio guardo attentamente tutti i miei ragazzini… nei loro visi la tristezza di non aver mantenuto la promessa fatta dal loro capitano al sottoscritto, la disperazione della sconfitta tipica di quella eta’, il tempo ormai scaduto per riparare…
Terzo fischio e corridoi finali per sancire l’onore dei sconfitti e l’applauso ai vincitori… Matteo si avvicina… io guardo a terra, con la testa al terzo fischio di 27 anni fa… sento la sua vocina che mi sveglia:” Raffaele scusa… non ce l’abbiamo fatta…”
Mi abbasso al suo livello, lo guardo negli occhi e gli chiedo di abbracciarmi… e’ un attimo… mi sento circondato da 20 braccia doloranti e altrettanto occhi lucidi che sembrano chiedermi scusa…Accidenti sto piangendo insieme a loro perche’ ancora non sanno che 27 anni fa io ho fallito dove loro sono riusciti…
Mi hanno regalato un’emozione violentissima ma altrettanto profonda…sento di adorarli.
Ora il problema e’ non far vedere gli occhi lucidi alle loro mamme…
Flanker...
Ci accolgono le fantastiche statue dello stadio dei marmi sotto un un cielo scuro che promette male.
Accompagno i ragazzini nei cunicoli sotto gli splenditi spalti ,raccolgo le indicazioni dei zelanti amici della rugby Lazio.
Un rapido sguardo all'olimpico che ci sovrasta silenzioso e sbirciando il programma mi rendo conto che per il torneo abbiamo beccato le 2 piu' toste Frascati e L'aquila: meglio cosi, un altro piccolo passo verso la consacrazione al dio del Rugby.
Uscendo all'aperto mi rendo conto che le promesse di pioggia sono evaporate con un caldo sole che riscalda gli animi...
Assorto su come accontentare le aspirazione dei miei giovani leoni mi rendo conto all'improvviso che d'incanto mi trovo alla fossa dei leoni di Frascati 27 anni fa... sto rincoglionendo! Comunque la voce di mio figlio Lorenzo mi riscuote:” babbo, ci hanno chiamato per giocare con la Lazio…”.
La partita finisce con una caterva di mete a una per i miei cuccioli che escono chiaramente raggianti per il risultato. Lorenzo ne ha segnate 3 e gongola come Canale dopo Italia Scozia.
Continuo ad avere problemi di concentrazione … le mamme mi parlano ma io con la testa sono a quel pomeriggio di tanti anni fa, indosso la maglia numero 7 e il mio babbo da fuori mi invita a non mollare… siamo sotto di tanto a zero e mi viene da piangere… il Cus Roma ci ha sempre sopraffatto e per di più siamo in campo siamo entrati in uno in meno e due che giocano da una settimana…
Faccio uno sforzo per tornare con la testa allo stadio dei Marmi … I miei ragazzini terribili stanno per giocare contro il Frascati. Li abbiamo già incontrati, sono bravi, hanno un allenatore in gamba, sono tantissimi ma soprattutto hanno un’apertura che ha talento…. 11 anni ma gioca come un veterano, probabilmente tra 10 anni lo vedro’ in azzurro.
Perdiamo malamente e i miei bambini hanno il magone. Mi rabbuio e se ne accorgono: sanno che non si sono impegnati … non ci hanno messo niente… sono crollati. Non dico loro assolutamente nulla, sono bimbi e non si puo’ infierire sulla loro delusione. Suscitano la mia tenerezza e li consolo… ma cio’ non basta, mi conoscono bene e sanno che non approvo la loro indisciplina in campo…
Pausa pranzo. I ragazzini mangiano la pasta al sugo, sono allegri, ridono e si fanno i dispetti velenosi come solo loro sanno fare. Fortunatamente hanno gia`dimenticato la tensione tra noi dopo la cocente sconfitta con i castellani.
... vedo la palla staccarsi dal piede di Spalletta volare alta nella polvere del campo frascatano… accidenti questo ci sa fare con I piedi come con le gambe e i placcaggi… ma stavolta ci provo…
Eccola e tra le mie mani… finto un’apertura a sinistra e corro sulla chiusa… apro un placcaggio e mi ritrovo una prateria davanti… sono nei loro 22 …le gambe mi bruciano ho il fiato corto … 10 metri dalla meta …cerco un sostegno e mi trovo disperatamente solo … il tempo di volgere lo sguardo alla meta e trovo un muro: Spaletta si e’ fatto 50 metri a perdifiato per evitarmi l’unica meta di quella partita…Finisce 70 a zero tra le mie lacrime e l’abbraccio di mio padre … che mi dice bravo… e io penso:” bravo de che?... Bravo di non essere riuscito a segnare la meta della bandiera?...”
…Non grazie… se non le dispiace non vorrei arbitrare la mia squadra contro l’Aquila, preferirei osservarla da fuori.
Arriva Matteo, il capitano:” Raffaele ho parlato con la squadra e mi sento di prometterti che faremo di tutto per vincere la partita…” Sorrido e lo tranquilizzo spiegandogli che mi basta vederli divertirsi e impegnarsi con la disciplina…
Matteo ha talento, conosce a memoria tutte le partite di Wilko e gioca a 10. Non salta un allenamento e vive con una palla da rugby… lo adoro perche’… perche’ sono io a 11 anni…
Il primo tempo ci massacrano… Stefano, l’altro allenatore, cerca di svegliarli … ma sono inebetidi. Gli abbruzzesi sono tosti e grossi ma soprattutto incredibilmente in gamba per la loro eta’.
Comincia il secondo tempo e …assisto ad un miracolo che il rugby mi ha regalato sistematicamente negli anni importanti… Francesco, 11 anni, vicecapitano, trascina la squadra in una difesa fantastica…guardo I loro occhi e li vedo trasformare … sono concetratissimi, gli aquilani faticano a superare la linea del vantaggio. Simone, un mese di rugby, esegue un placcaggio frontale che mi fa sobbalzare. Comincia a cadere qualche pallone ai nero Verdi… ed e’ proprio dal nostro piu’ abile placcatore (un altro Lorenzo, 5 mesi di rugby…) che salva una meta fatta, si sviluppa l’azione piu’ importante: “Patata” (Massimiliano) attraversa il campo trascinandosi attaccati al groppone due ragazzini pari eta’ che tentano di fermarlo in tutti i modi.
Il biondo dotato di un grande fisico, prima di crollare trasmette l’ovale a Francesco che con una penetrazione degna del miglior Castrogiovanni schiaccia in meta con un nugolo di bimbi sopra e sotto di lui…
Sono convinto che a volte nei campi da rugby avvenga davvero qualcosa di magico… il tempo si dilata a dismisura e il mio cuore comincia a tremare per l’emozione…
L’arbitro avvicina il fischietto alla bocca e dopo il primo fischio guardo attentamente tutti i miei ragazzini… nei loro visi la tristezza di non aver mantenuto la promessa fatta dal loro capitano al sottoscritto, la disperazione della sconfitta tipica di quella eta’, il tempo ormai scaduto per riparare…
Terzo fischio e corridoi finali per sancire l’onore dei sconfitti e l’applauso ai vincitori… Matteo si avvicina… io guardo a terra, con la testa al terzo fischio di 27 anni fa… sento la sua vocina che mi sveglia:” Raffaele scusa… non ce l’abbiamo fatta…”
Mi abbasso al suo livello, lo guardo negli occhi e gli chiedo di abbracciarmi… e’ un attimo… mi sento circondato da 20 braccia doloranti e altrettanto occhi lucidi che sembrano chiedermi scusa…Accidenti sto piangendo insieme a loro perche’ ancora non sanno che 27 anni fa io ho fallito dove loro sono riusciti…
Mi hanno regalato un’emozione violentissima ma altrettanto profonda…sento di adorarli.
Ora il problema e’ non far vedere gli occhi lucidi alle loro mamme…
Flanker...
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Flanker ha scritto:
Mi hanno regalato un’emozione violentissima ma altrettanto profonda…sento di adorarli.
Flanker...
...e tu l'hai regalata a me con il tuo racconto...grazie, Raffaele.
Chiara
....Lovely day for a Guinness.....
"I buoni muoiono per primi, e quelli dal cuore arido come la terra d'estate bruciano fino al midollo." (W.Wordsworth)
"I buoni muoiono per primi, e quelli dal cuore arido come la terra d'estate bruciano fino al midollo." (W.Wordsworth)
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
io quell'emozione l'ho vissuta e continuo a viverla perchè ho la fortuna di crescere con i miei ragazzi infatti l'anno prossimo li seguo nella U19 e quasi sicuramente esordiremo insieme in seniores...
PROP INSIDE
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Accidenti, mi sono venuti gli occhi lucidi e tanti tanti ricordi... Il mio esordio a Pavia con una vittoria contro gli odiati cugini dell'Amatori. Mi ricordo che l'arbitro mi ha annullato una meta perché diceva che avevo messo il piede fuori sulla riga... Poi, il culo che mi ha tirato l'allenatore perché, uscendo dal campo, non avevo resistito alla tentazione di fare il gesto dell'ombrello.
E così la partita dopo a Brescia contro la giovanile della Concordia, fresca campionessa d'Italia. Il viaggio in treno... Una meta non fatta per l'egoismo del mio compagno che si è fatto placcare palla in mano per non passarmela a cinque metri dai pali... La Coca cola che mi sono bevuto a metà partita perché morivo di sete, sonoandato negli spogliatoi senza dire nulla a nessuno e mi sono comprato al bar una Coca ghiacciata... Mi hanno guardato come se fossi un pazzo...
Mi vengono i brividi solo a pensarci. Cosa darei per riassaporare quei momenti! E io ho una figlia che se ne frega del rugby.
AS BI BIAR
E così la partita dopo a Brescia contro la giovanile della Concordia, fresca campionessa d'Italia. Il viaggio in treno... Una meta non fatta per l'egoismo del mio compagno che si è fatto placcare palla in mano per non passarmela a cinque metri dai pali... La Coca cola che mi sono bevuto a metà partita perché morivo di sete, sonoandato negli spogliatoi senza dire nulla a nessuno e mi sono comprato al bar una Coca ghiacciata... Mi hanno guardato come se fossi un pazzo...
Mi vengono i brividi solo a pensarci. Cosa darei per riassaporare quei momenti! E io ho una figlia che se ne frega del rugby.
AS BI BIAR
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
bellissimi racconti, grazie per averli voluti condividere con noi!
io sono un Eroe, perchè lotto tutte le ore, perchè combatto per la pensione, perchè proteggo i miei cari dalle mani dei Sicari, dei cravattari
non conta quello che trovi alla fine della corsa, conta quello che provi durante la corsa
non conta quello che trovi alla fine della corsa, conta quello che provi durante la corsa
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
gracapp ha scritto:Accidenti, mi sono venuti gli occhi lucidi e tanti tanti ricordi... Il mio esordio a Pavia con una vittoria contro gli odiati cugini dell'Amatori. Mi ricordo che l'arbitro mi ha annullato una meta perché diceva che avevo messo il piede fuori sulla riga... Poi, il culo che mi ha tirato l'allenatore perché, uscendo dal campo, non avevo resistito alla tentazione di fare il gesto dell'ombrello.
E così la partita dopo a Brescia contro la giovanile della Concordia, fresca campionessa d'Italia. Il viaggio in treno... Una meta non fatta per l'egoismo del mio compagno che si è fatto placcare palla in mano per non passarmela a cinque metri dai pali... La Coca cola che mi sono bevuto a metà partita perché morivo di sete, sonoandato negli spogliatoi senza dire nulla a nessuno e mi sono comprato al bar una Coca ghiacciata... Mi hanno guardato come se fossi un pazzo...
Mi vengono i brividi solo a pensarci. Cosa darei per riassaporare quei momenti! E io ho una figlia che se ne frega del rugby.
AS BI BIAR
tu la cocacola nell'intervallo... i miei ragazzi panino alla porchetta prima dell'inizio della partita....(era l'anno scorso.... è stata una delle poche partite vinte....)
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Accidenti ...e io che litigo con le mamme che tra una partita e l'altra somministrano ai bimbi pane e frittata... 

Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Credo che i bimbi siano in grado di digerire di tutto...!
AS BI BIAR
AS BI BIAR
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
sì decisamente!hanno uno stomaco con la produzione propria di idraulico liquido!
"They have nothing in their whole imperial arsenal that can break the spirit of one Irishman who doesn't want to be broken."
BobbySands
"nn esiste gesto tecnico bello come quello che fai nel rugby quando per passare la palla devi lanciarla a un compagno che sta dietro a te,per avanzare devi guardare cosa ti sei lasciato alle spalle."
M.Paolini
TRENTINA BY BIRTH,IRISH BY GRACE OF GOD!!!
BobbySands
"nn esiste gesto tecnico bello come quello che fai nel rugby quando per passare la palla devi lanciarla a un compagno che sta dietro a te,per avanzare devi guardare cosa ti sei lasciato alle spalle."
M.Paolini
TRENTINA BY BIRTH,IRISH BY GRACE OF GOD!!!
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
[quote="Flanker"]Appuntamento al campo come al solito prestino con il torpedone che parte per Roma carico di giovani leoni e genitori tuttofare.
Ci accolgono le fantastiche statue dello stadio dei marmi sotto un un cielo scuro che promette male.
Accompagno i ragazzini nei cunicoli sotto gli splenditi spalti ,raccolgo le indicazioni dei zelanti amici della rugby Lazio.
Un rapido sguardo all'olimpico che ci sovrasta silenzioso e sbirciando il programma mi rendo conto che per il torneo abbiamo beccato le 2 piu' toste Frascati e L'aquila: meglio cosi, un altro piccolo passo verso la consacrazione al dio del Rugby.
Uscendo all'aperto mi rendo conto che le promesse di pioggia sono evaporate con un caldo sole che riscalda gli animi...
Assorto su come accontentare le aspirazione dei miei giovani leoni mi rendo conto all'improvviso che d'incanto mi trovo alla fossa dei leoni di Frascati 27 anni fa... sto rincoglionendo! Comunque la voce di mio figlio Lorenzo mi riscuote:” babbo, ci hanno chiamato per giocare con la Lazio…”. .....................................
Un abbraccio con il cuore a tutti i tuoi ragazzi e un abbraccio fraterno a te...
Gioss
Ci accolgono le fantastiche statue dello stadio dei marmi sotto un un cielo scuro che promette male.
Accompagno i ragazzini nei cunicoli sotto gli splenditi spalti ,raccolgo le indicazioni dei zelanti amici della rugby Lazio.
Un rapido sguardo all'olimpico che ci sovrasta silenzioso e sbirciando il programma mi rendo conto che per il torneo abbiamo beccato le 2 piu' toste Frascati e L'aquila: meglio cosi, un altro piccolo passo verso la consacrazione al dio del Rugby.
Uscendo all'aperto mi rendo conto che le promesse di pioggia sono evaporate con un caldo sole che riscalda gli animi...
Assorto su come accontentare le aspirazione dei miei giovani leoni mi rendo conto all'improvviso che d'incanto mi trovo alla fossa dei leoni di Frascati 27 anni fa... sto rincoglionendo! Comunque la voce di mio figlio Lorenzo mi riscuote:” babbo, ci hanno chiamato per giocare con la Lazio…”. .....................................
Un abbraccio con il cuore a tutti i tuoi ragazzi e un abbraccio fraterno a te...
Gioss
Uno spirito araldico incastonato nel telaio di una Nsu Prinz
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Flanker ha scritto:… e’ un attimo… mi sento circondato da 20 braccia doloranti e altrettanto occhi lucidi che sembrano chiedermi scusa…Accidenti sto piangendo insieme a loro perche’ ancora non sanno che 27 anni fa io ho fallito dove loro sono riusciti…
Mi hanno regalato un’emozione violentissima ma altrettanto profonda…sento di adorarli.
Ora il problema e’ non far vedere gli occhi lucidi alle loro mamme…
Flanker...
Grazie e ancora grazie... mi hai ricordato il futuro che avevo già vissuto ieri..... grazie ancora ... per me non è poi così semplice emozionarmi....
silvia

SATOS

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Registrato il : 15/12/07
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Localizzazione : Padova-Palermo-Cesano Boscone (MI)
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Ieri abbiamo portato i nostri giovani leoni a Benevento per un torneo di minirugby tra i più quotati del centro sud.
La giornata non era cominciata bene:4 dei miei ragazzini (tra cui Lorenzo...) hanno dato forfait per malattie verie. Ci siamo trovati, quindi a schierare una formazione di 10 bambini tra cui 4 notevolmente più piccoli ed inesperti (under 9). Di solito queste richieste vengono respinte dal direttore del torneo (a norma di regolamento), ma nel caso specifico d'accordo con gli altri educatori il direttore è stato magnanimo. Risultato 5^ su 16 squadre... not very bad considerato la formazione "accroccata"!
Come al solito, non è il risultato che mi rende orgoglioso di questi piccoli campioni...anche se per loro è importante.
Ieri un episodio ha di nuovo provocato un alluvione di lacrime tra le mamme presenti...e non solo...
Colleferro - Eboli, ultima partita del girone di qualificazione. Per i miei giovani leoni era importante vincere per passare il turno e cosi è stato. Finita la partita, dopo il consueto saluto al centrocampo abbracciati tra loro, i bambini si apprestano a raggiungere i rispettivi educatori, quando il mio capitano, Matteo, si accorge che i ragazzini dell'Eboli piangono sconsolati per la sonora sconfitta. Mi guarda con la sua faccetta impertinente e come al solito ci capiamo al volo. "Vai" gli dico allontanandomi verso la parte più lontana del campo.
Il ragazzino corre veloce verso la sua squadra e chiama i suoi "uomini" con lui. Li vedo avvicinarsi verso gli sconfitti e dopo qualche secondo di imbarazzo li vedo abbracciarsi tra di loro...
Un altro piccolo passo verso la consagrazione degli uomini che diventeranno...

La giornata non era cominciata bene:4 dei miei ragazzini (tra cui Lorenzo...) hanno dato forfait per malattie verie. Ci siamo trovati, quindi a schierare una formazione di 10 bambini tra cui 4 notevolmente più piccoli ed inesperti (under 9). Di solito queste richieste vengono respinte dal direttore del torneo (a norma di regolamento), ma nel caso specifico d'accordo con gli altri educatori il direttore è stato magnanimo. Risultato 5^ su 16 squadre... not very bad considerato la formazione "accroccata"!
Come al solito, non è il risultato che mi rende orgoglioso di questi piccoli campioni...anche se per loro è importante.
Ieri un episodio ha di nuovo provocato un alluvione di lacrime tra le mamme presenti...e non solo...
Colleferro - Eboli, ultima partita del girone di qualificazione. Per i miei giovani leoni era importante vincere per passare il turno e cosi è stato. Finita la partita, dopo il consueto saluto al centrocampo abbracciati tra loro, i bambini si apprestano a raggiungere i rispettivi educatori, quando il mio capitano, Matteo, si accorge che i ragazzini dell'Eboli piangono sconsolati per la sonora sconfitta. Mi guarda con la sua faccetta impertinente e come al solito ci capiamo al volo. "Vai" gli dico allontanandomi verso la parte più lontana del campo.
Il ragazzino corre veloce verso la sua squadra e chiama i suoi "uomini" con lui. Li vedo avvicinarsi verso gli sconfitti e dopo qualche secondo di imbarazzo li vedo abbracciarsi tra di loro...
Un altro piccolo passo verso la consagrazione degli uomini che diventeranno...

Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
...che belli!.....
Chiara
Chiara
....Lovely day for a Guinness.....
"I buoni muoiono per primi, e quelli dal cuore arido come la terra d'estate bruciano fino al midollo." (W.Wordsworth)
"I buoni muoiono per primi, e quelli dal cuore arido come la terra d'estate bruciano fino al midollo." (W.Wordsworth)
Re: Storie ordinarie dei campioni che saranno.
Flanker ha scritto:Il ragazzino corre veloce verso la sua squadra e chiama i suoi "uomini" con lui. Li vedo avvicinarsi verso gli sconfitti e dopo qualche secondo di imbarazzo li vedo abbracciarsi tra di loro...
Un altro piccolo passo verso la consagrazione degli uomini che diventeranno...
ecco perchè amo il rugby...
Mancansa de Ignoransa
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